martedì 19 marzo 2013


Dott. ssa Anna Maria Gioia Giorio

Pedagogista, pittrice incisore,  Art-Counselor Didatta.

 
 
E’ iscritta nel Registro Italiano dei Counselor: REICO.

Vive e lavora a:
35030 Selvazzano Dentro (PD)
telefono: 049637732
cell. 3474159846


www. gioiagiorio.blogspot.com


sabato 8 settembre 2012

                LA MAGIA DEI TAROCCHI

Usare i Tarocchi per la divinazione significa cogliere il valore simbolico espresso dalle carte che personificano modi di essere, stati di mutamento, modelli di vita che accomunano il genere umano.

I Tarocchi, se ben usati, mostrano le immagini di ciò che accade e con esso il divenire delle cose che stanno per nascere. Riconoscendo con il loro aiuto i germi di ciò che può verificarsi si impara a prevedere il futuro e a comprendere il passato. La loro combinazione indica dei modelli per un'eventuale azione all'interno della situazione considerata.

I simboli sono universali e lasciarsi ispirare dalle loro immagini significa mettere a tacere la mente razionale e lasciar parlare l'intuizione, il cuore e la fantasia senza lasciarsi guidare da preconcetti rispetto alla situazione o alla persona che ha fatto la richiesta.

La domanda va fatta alle carte non alla persona che ci aiuta nella lettura, ella diventa tramite di un'energia e di un coinvolgimento biunivoco nell'accogliere le reciproche intuizioni.

La domanda deve essere chiara e precisa per non dare adito ad ambiguità: per fare un esempio non è il caso di chiedere: E' o non è... Non si può sapere se la risposta sarà riferita alla prima ipotesi o alla seconda.

Per l'interpretazione ci vuole tranquillità, concentrazione, non giudizio, capacità di lasciarsi andare alle immagini che sorgono e che vanno sempre confrontate con l'esperienza e le sensazioni del consultante.

Per un incontro con le carte: gioia.giorio@libero.it


mercoledì 27 giugno 2012

LE DEE DENTRO LA DONNA (J. S. Bolen)

Proposta di un corso artistico di ricerca interiore attraverso il mito e il colore

Nell'animo di una donna convivono molte dee

Ogni dea esprime un archetipo cioè un modello di comportamento, un modo di essere che la distingue dalle altre.
Ciò che desidera o realizza una donna può non avere senso per un'altra a seconda della dea o delle dee che agiscono in lei.
Conoscerle significa conoscere la propria persona, inoltre, permette di intuire il comportamento che ogni donna realizza più o meno consapevolmente.

Gli archetipi

Artemide, Atena, Estia rappresentano qualità femminili dell'indipendenza e dell'autosufficienza.
Era, Demetra e Persefone rappresentano i ruoli tradizionali di moglie, madre e figlia.

Ogni donna può rispecchiarsi in una delle sette divinità e magari rendersi conto che le sarebbe utile sviluppare modalità espressive che non ha ancora manifestato.

Attraverso le storie mitiche delle divinità femminili greche

Con l'uso dell'immaginazione guidata e il colore, è possibile contattare quella determinata dea per riscoprire i propri reali bisogni interiori.

Il corso si sviluppa in 7 incontri di 2 ore ciascuno, con cadenza settimanale

per info: 

049 637732 ore pasti

mercoledì 4 gennaio 2012

              Omaggio al Petrarca: "Solo et pensoso"
                           Incisione di Gioia Giorio
          
Fare Anima
Quando si inizia un percorso di individuazione vale a dire una seria ricerca della propria 'quiddità' e del significato della propria esistenza, la nostra aura si espande, ci connettiamo in rete con gli altri esseri, al di là del tempo e dello spazio e diventiamo attivi nei confronti della vita: facciamo anima. Entriamo così in uno stato di sincronicità e quello che succede in noi produce coincidenze significative fuori di noi: è l'effetto dell'apertura dei chakra alti, la nostra energia vibra al livello delle frequenze beta (dai 15 ai 40 cicli al secondo). Nei sogni appaiono figure luminose o dei  mandala, l'Io piccolo e l'Io grande entrano in contatto, andiamo oltre le  nostre facoltà biologiche e iniziamo a vivere la vita come un'opera d'arte perché la coscienza si espande. Entriamo in uno stato di attenzione e di accettazione, in uno stato di apertura del chakra del cuore, in uno stato di amore. Infatti, aprire il cuore significa prestare attenzione alla vita ed accettarla. Accettare la vita  vuol dire: 1) sapere che ciò che ci sta succedendo ci riguarda. Non importa se l'esperienza che stiamo vivendo è piacevole o dolorosa. L'energia negativa, infatti, non è frutto di sofferenza, è solo energia bloccata che si consuma in se stessa e fa ammalare. 2) vivere il presente come una ricerca, un'avventura. Quando  un'esperienza si realizza fino in fondo diventa sapienza e capacità di connettersi con l'energia dell'universo. 
3) cogliere l'esperienza del vivere come un gioco, con leggerezza, allora possiamo ricevere i segnali che   ci vengono dall'anima.
Quali sono gli atteggiamenti che ci impediscono di fare anima?
1)La non accettazione del corpo: il corpo è una polarità della coscienza, non è un oggetto è un alleato, non dobbiamo torturarlo, dobbiamo ascoltare i segnali che ci invia perché il corpo è l'interfaccia dell'anima con il presente. 
2)Le ideologie passivanti: -Il senso di colpa interpretato negativamente ci fa credere che certe  azioni siano irreparabili e l'ombra che cresce dentro si incattivisce e ci rema contro. L'universo non riconosce la colpa ma riconosce la responsabilità, se ci sentiamo in colpa non agiamo mentre, se è ancora possibile, dobbiamo cercare di rimediare -Il pensiero positivo quando diventa patogeno, nega l'evidenza e serve come anestetizzante impedendoci di cogliere i sintomi di disagio e di malessere. Il male esiste e va riconosciuto per affrontarlo, principalmente dentro di noi. 



sabato 17 dicembre 2011

Mappa della coscienza

Archetipo: dal mazzo di tarocchi
"Degli dei e degli eroi dell'Antica Grecia"
La nostra vita cosciente è solo la punta di un iceberg, Jung parla di un'isola nell'oceano dove l'isola rappresenta l'Io cosciente o meglio il conscio e l'oceano l'inconscio. I romantici tedeschi, di  una parte della cultura dell'ottocento,  avevano già intuito che il sogno si poteva considerare un luogo in cui si manifestavano verità diverse da quelle della vita reale, verità incontrollabili e inconoscibili.
Freud, nel famoso libro "L'Interpretazione dei sogni", apparso nel 1900, afferma invece che L'inconscio ha un suo preciso linguaggio: complesso, analogico, simbolico e, in questa grande opera insegna a decifrarlo. L'inconscio, egli dice,  è composto da tutti i contenuti rimossi dalla coscienza, tenuti sotto controllo da una censura che impedisce loro di emergere e che riappaiono quando la censura si indebolisce, quindi preferibilmente nel sogno. L'energia vitale, la "libido", non può trovare realizzazione in maniera totale perché provocherebbe una continua autoaffermazione impedendo la vita sociale. Il "principio del piacere" deve gradualmente sottomettersi al  "principio di realtà" ed ognuno deve controllare il soddisfacimento dei propri bisogni in funzione degli altri.
Wilhelm Reich, allievo di Freud, osservando che un suo paziente inibiva la respirazione mentre riferiva situazioni di cui si vergognava,  si rende conto che la libido è una energia biologica capace di bloccare il diaframma. Capisce che il corpo è una dimensione dell'inconscio dove si manifestano i problemi e curando i blocchi fisici si può curare la psiche. 
Sarà lui inoltre a fare la scoperta più sensazionale del novecento osservando che l'energia psichica non solo scorre in noi ma anche emana da noi. Essa esiste in due forme: all'interno come libido e all'esterno come orgone.  L'energia orgonica è un'energia reale fisica che emana sia dagli esseri viventi che dalla materia inorganica, si trova nell'atmosfera in forma libera e permea ogni tipo di materia con velocità diversa. Esiste quindi un'interfaccia esterna come dimensione della coscienza: questa parte, anch'essa in movimento, è il campo elettromagnetico del corpo, è  l'aura, quella che gli antichi chiamavano anima.
 Anche secondo Jung la coscienza non è relegata al cervello, contrariamente alla posizione di Freud.  Esiste sì un inconscio individuale, frutto di rimozione, che egli visualizza come una radice che affonda profondamente  nella persona, ma esiste anche un "inconscio collettivo" come un  insieme di rami e foglie che si intrecciano ad altri rami e foglie a formare una foresta. 
L'inconscio collettivo avvolge l'individuo oltrepassando il personale, è ciò che sostiene i comportamenti e il sentire dell'essere umano come razza, è ciò che appartiene a tutti, si collega a tutti e riunisce ogni livello di esperienza. L'inconscio collettivo non solo deriva dall'ereditarietà di tutta l'umana specie e raccoglie le esperienze che accomunano le varie culture in ogni area geografica, ma contiene anche gli "archetipi", cioè le idee e i modelli del comportamento umano che guidano le coscienze. 
Noi quindi,  attraverso la nostra aura, l'inconscio collettivo, siamo collegati in rete e, al di là del tempo e dello spazio,  possiamo trasmettere e ricevere informazioni. Questa facoltà si apre a noi quando si inizia un "percorso di individuazione" e si comincia  a vivere la vita come un'opera d'arte,  realizzando  mano a mano il proprio progetto esistenziale. Possiamo riconoscere di essere in rete quando avvengono degli eventi sincronici cioè quando attorno a noi si forma un insieme di coincidenze significative. Possiamo avere delle intuizioni fulminee ed inspiegabili  o anche delle premonizioni. L'energia vibra a  una frequenza più alta e  nei nostri sogni appaiono figure luminose o anche dei mandala.

mercoledì 23 novembre 2011

Il Progetto Esistenziale     ( corso di arteterapia)


La nascita, l'inserimento nel sociale, la riflessione interiore, secondo la psicologia del profondo, sono tre momenti evolutivi importanti che si ripresentano ciclicamente ogni volta che affrontiamo situazioni diverse.

Secondo la Teoria Evolutiva della Nominazione del Colore, percorrere con il colore lo spettro luminoso ci permette di accedere intuitivamente alla nostra natura profonda.
Dal rosso al viola attraverso il bianco e il nero si compie un viaggio all'interno della nostra storia dove corpo e anima sono uniti dal proposito di costruire insieme lo stesso disegno.

Le tappe del percorso:
- L'ascolto  profondo
- La visualizzazione
- La realizzazione
- La lettura e la condivisione.

Un primo corso si svolge in 4 incontri di 2 ore ciascuno. Il materiale è compreso.
Il colore, essendo un elemento astratto, slega il fruitore dalla conoscenza di precise regole grafiche. Usare il colore liberamente crea effetti sorprendenti e composizioni inaspettate, molto interessanti da un punto di vista simbolico.

Per info : gioia.giorio@libero.it

mercoledì 9 novembre 2011

MANDALA ART

Mandala di Silvia, Corso tenuto presso la Casa Azzurra  di Padova





















Costruire e colorare un mandala favorisce lo sviluppo di abilità artistico-espressive. Ha una funzione autoriflessiva e conoscitiva di sé in quanto mezzo simbolico di integrità e armonia. Il disegno geometrico di base viene eseguito con l'aiuto di moduli che permettono l'esecuzione delle forme in maniera accessibile a chiunque. Per informazioni e/o iscrizioni: gioia.giorio@libero.it